Rimembrare un mondo ormai scomparso, ultimo coriaceo lembo della prima era industriale dissolto dallo spietato sopravvento della tecnologia.
Il desiderio di raccontare la storia del lavoro operaio, che ormai è diventato romanticismo, e dei suoi protagonisti all’interno di quel, comunque, piccolo e variegato cosmo che era la fabbrica, è ciò che ha mosso la mia penna.
AUTORE: Claudio Pietrobon
Rimembrare un mondo ormai scomparso, ultimo coriaceo lembo della prima era industriale dissolto dallo spietato sopravvento della tecnologia.
Il desiderio di raccontare la storia del lavoro operaio, che ormai è diventato romanticismo, e dei suoi protagonisti all’interno di quel, comunque, piccolo e variegato cosmo che era la fabbrica, è ciò che ha mosso la mia penna.
Un percorso di rivisitazione, estrapolato dai ricordi, in cui questa, come una scatola chiusa, diventa il luogo all’interno del quale tutto si realizza, e gli operai, soggetti e oggetti al contempo, sono i personaggi che si intersecano, si scontrano e danno vita al canovaccio della vicenda.
Un fluire di luoghi e immagini che vogliono rappresentare un universo che sembra lontano anni luce da una realtà in continuo cambiamento e dimentica del passato, seppur recente.
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